LEO ANFOLSI:

 

IL PICCOLO SUTRA DELLA GRANDE GIOIA®
di Leonardo Anfolsi Reiyo Zenji
Proprietà letteraria riservata: Settembre 2007


Tu puoi diventare più "saggio", ed è una cosa.

Tu puoi diventare più soddisfatto di te e di ciò che conquisti, ed è una cosa.

Tu puoi diventare più equilibrato o più capace nel relazionarti, ed è una cosa.

Tu puoi imparare meglio come divertirti, ed è una cosa.

Tu puoi diventare più colto, magari in materia di religione, esoterismo o filosofia ed è una cosa.

Tutte cose positive, in fondo.

Ma NON puoi "diventare" più felice, perché la gioia che tu vivi è quella che ti viene dall'essere oltre le contingenze – dato che Tu l’hai deciso - e dal ridertela del mondo senza cinismo, con un affetto ridacchiante, senza un giudizio definitivo su questo o quello.

Tutto ha un senso ?

Sì, ma è un senso vivente-evidente e perciò non se ne riesce mai a parlare, tranne quando si sorride.

Puoi essere felice solo se non lo cerchi, cioè se non “isoli il fenomeno”. Perché non è un “fenomeno” ma è una verità senza tempo questa “gioia”. Non è il contrario della tristezza.

E allora te la ridacchi e ti strofini le mani mentre pulisci l'insalata, ridacchi mentre cammini o mediti, o lavori, e te la godi mentre dipingi un quadro. Potresti non avere i soldi per comprarti la tela, o potresti essere malato o vecchio, o incompreso, ma tu te la ridacchi, anche mentre piangi o non sai cosa fare.

Non puoi essere “triste” quando sei “del tutto triste”: anche lì sei libero. Cosa importa se piangi ? Perché devi dire a qualcuno o dirti che “così non va bene” ?

Se così deve essere piangi, singhiozza e basta. Non sei triste: se vuoi essere completo “sei la tristezza”.

Poi rimonti sul tuo triciclo e torni a giocare.

Lascia perdere Dio, La Vacuità o il Non-io. Rimontare sul triciclo senza dare spiegazioni a nessuno compendia tutte queste verità da un non punto di vista reale, silente.

[Metto questo simbolo ۞ per segnalarti che si tratta di un impegno quotidiano per la riuscita]

Il metodo quotidiano è semplice, ۞ ridacchia e muoviti in giro come un rinoceronte, cioè facendo quello che hai da fare con forza e gioia, travolgendo o mettendo da parte tutti quei contrappesi che sono in giro in forma di meccanismi, ricordi, tormenti, menate, paranoie, tizi e tizie. A riguardo della tristezza ci siamo già chiariti.

Ci sarà sempre qualcuno pronto a dirti e a dimostrati con calcoli e algoritmi che sei un oggetto smarrito fra le galassie. E che dovrai essere curato o salvato. Secondo te ?

۞ Almeno una volta al giorno abbandona tutto: dimenticati tutte le faccende e gli attaccamenti e sentiti leggero, felice, appagato dal semplice fatto di essere.

Semplice, nudo fatto di essere ora.

Innegabile. Insopprimibile. Risuonante ovunque e per sempre. Da sempre.

Se vuoi accorgertene lo saprai oltre ogni tesi e antitesi, come intuizione vivente vissuta nel vivente dal vivente.

Così, andando a questa essenza sei oltre nascita e morte. Chi ti tocca con un dito profumato ha già profumato anche il mondo, già solo perché esiste Quel profumo.
Non puoi che essere felice prima di cercare la "liberazione". Lo so, sembra assurdo: perchè dovresti fare una qualche ricerca spirituale se sei già felice ?

E' qua che casca l'asino.

Dimmelo tu perché…

Se accetti di essere felice puoi comprendere la realtà divina, altrimenti vagamente cerchi di capirla in termini neurologici, inquisitori, psicanalitici, esistenzialisti e magari nel frattempo fai yoga, mediti, fai dhikr, zazen, gonkyo, preghi o bestemmi.

Non puoi vincerlo tutto, ora, il premio che già sei ?

Sì, certo, facciamo meditazione assieme e da soli, e ۞ facciamone tanta, e poi riti e giuste azioni: ma non per “diventare migliori”, ma per vedere cosa succede proprio ora e poi ora… Partendo dalla libertà.

۞ E magari, per ricordarti questa “energia pura”, rileggi questo Sutra tutti i giorni. E ridacchia mentre lo fai, e saltella, e resta fermo e ascolta uno strano vento che soffia, e cogli una ispirazione che non potrai mai spiegare ma che è PURA VITA.

Il consiglio mio, di Leonardo Anfolsi Reiyo Zenji, è: fai un passo indietro e ritorna ad essere felice come lo siamo da bambini. Non mi raccontare che “hai avuto una infanzia infelice”, non accampare scuse, perché sai bene di cosa sto parlando ! Tutti i bambini sono già felici – nonostante tutto - perché vivono nella verità con una tale fede da non pensare nemmeno di doverla cercare.

Non c’è smarrimento. Quando ricordi, sai di essere sempre stato in quello splendore.

Perchè c'è una realtà divina - divina poiché nuda - che tu già sei e che semplicemente puoi solo accettare ed ۞ imparare a riconoscere sempre meglio praticando quello che pratichi, se lo pratichi con gioia, anche se è difficile e va contro le tue abitudini (۞te lo faccio praticare apposta). Ma sii felice.

Sii felice.

Sii felice davvero.

Senza sapere perché.