NAIKAN

"Il punto è di tenere l’energia-qi all'interno, pervadendo e dando supporto all'intero corpo cosicché nelle 360 giunture e negli 84.000 pori non vi sia l'ampiezza di un capello che ne sia privo. Sappi che questo è il segreto per conservare la vita."   Hakuin Zenji

Noi lo chiamiamo “ZEN IN MOVIMENTO”.

Il termine "Naikan" è usato dal Maestro Hakuin Zenji e sorge dalla tradizione zen della scuola Rinzai: con questo termine il Maestro designava i sistemi di coltivazione dell'energia e di cura della salute che andavano a correggere le esagerazioni e gli equivoci nella vita monastica e laica dei praticanti zen.

Due secoli fa il Maestro Hakuin Zenji capì la differenza fra il Dharma realizzato e quello abitudinario, e marcò la differenza fra il Dharma vissuto dentro o fuori dal monastero: suoi allievi furono anche casalinghe, artigiani, pescatori, agricoltori che realizzarono il benessere, la gioia e l’illuminazione spirituale.

Il termine naikan deriva da quello cinese “neitan” che significa “alchimia interiore”.

Fanno quindi parte del Naikan, cioè lo “Zen in movimento” le tecniche riguardanti la coltivazione dell’energia individuale e tutti i tipi di adattamento delle tecniche tradizionali zen ideati nei secoli per corrispondere alle necessità degli individui.

E’ chiamata invece pratica zen “Reikan” quel tipo di pratica che si basa su zazen e koan.

 

LO ZEN IN MOVIMENTO

Perché un gatto o un pesce restano flessibili tutta la vita?
Come fa il gatto ad autogenerare la pura gioia immotivata delle fusa?
Perché un bambino è al mondo con occhi stupiti
e sorride beato come se sapesse già tutto ?
Possiamo fare nostra questa spontanea virtù, questa alchimia perfetta.

L'energia in noi cerca sempre la pienezza. Il lavoro del Naikan porta a fioritura l'energia ed il potenziale di un individuo. C'è una relazione precisa fra corpo, energia e mente sulla quale si può lavorare solo con precisione, ci vogliono capacità e tecniche precise che siano funzionali ad ognuno di questi piani.

Moderne ricerche ci dimostrano come le descrizioni degli antichi Maestri zen abbiano netta corrispondenza con le più recenti scoperte inerenti al sistema nervoso extrapiramidale ed al sistema nervoso enterico, come anche gli ultimi studi di programmazione neuro linguistica ci mostrano che la cosiddetta "resilienza" derivi in certi individui da una capacità di concentrare ed usare l’energia psicofisica che tutti abbiamo.