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In una stanza apposita l'allievo risponde ad un quesito datogli dal Maestro, il koan. Il koan è talvolta spiazzante o paradossale ma soprattutto è una risposta da vivere.
Quanti sono i koan? Chi ha voglia di esagerare dice che siano circa settecento, altri dice che sono perfino millesettecento, ma in genere nella scuola Rinzai se ne usano da poche decine fino a trecento. Dovremmo aggiungere che molti Maestri richiedono dopo la soluzione di ogni Koan una poesia tratta da apposite raccolte come lo "Zenrin kushu", e poi alcuni Maestri propongono ulteriori Koan qualora sospettino che lo studente non abbia compreso bene un certo tema.
I più dotati Maestri di Rinzai Zen di ogni luogo e tempo hanno ricevuto indifferentemente uno dei tre riconoscimenti tradizionali, cioè il beneplacito ad insegnare, il sigillo di approvazione, "inka shomei", o il priorato di un monastero.
Ma l'idea fissa di Yamada Mumon Roshi, se la ricordano tutti quelli che l'hanno conosciuto, era "Tanto se non fai il Satori non ci capisci nulla": una delle funzioni del koan è creare le circostanze del Kensho, l'altra è di rendere tutto ciò vivibile nel quotidiano grazie al Santo Satori.
I koan si raggruppano secondo scopi differenti che possiamo dedurre dai titoli dei vari gruppi (hosshin - kikan ecc.) e sono scopi assai diversi, apparentemente contrapposti.
Guardando la faccenda dal punto di vista dei gruppi di koan esistenti nella serie formulata da Hakuin e Torei nel diciottesimo secolo si può dire che questa serie serva...
- · A spronare l'esperienza di risveglio ed a stabilirsi in questa (koan kensho o del risveglio)
- · A comprendere la Sincronia Universale (koan hosshin o del dharmakaya)
- · A comprendere la Differenziazione di ogni cosa (koan kikan o della diversificata sincronia)
- · Ad esprimere l'intuizione del Reale penetrando l'uso delle parole (koan gonsen o investigativi)
- · Ad essere esaminati (koan nanto, o i difficili, e koan goi, o le cinque barriere)
- · A comprendere in modo più ispirato questioni inerenti alla disciplina ed ai voti
Ciò che ho detto ricalca i diversi gruppi costituenti la serie dei koan Rinzai giuntaci fino ad oggi. Ma per certo hanno tutti una risposta che deve essere attuata o concepita secondo uno o più di questi punti...
- · precisa nelle parole
- · oppure precisa nel significato
- · con una attitudine interiore precisa
- · attinta da testi tradizionali
- · immediata
- · esaustiva
- · un particolare urlo
- · un particolare atto
Quando si pratica il koan si tratta, sulla base di un'esperienza meditativa resa stabile di restare in contemplazione del koan ed anche di ragionarci. Il pensiero di chi medita scompare come parole tracciate sull'acqua, senza eco, privo di tumulto interiore anche mentre si cerca di ricordare con precisione cosa davvero ci ha detto il Maestro e con quale smorfia o sottinteso, mentre si cerca di comprendere le implicazioni del koan o di capirne il significato immediato.
Con la ricerca di una forza che è nella meditazione e di una risposta che è nella domanda si diviene capaci di rispondere in modo sempre più preciso, fermo e fulmineo.
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