IL LOTO E LA ROSA

"Il miracolo di Sarnath"

di Alessandro Ciaurri


Mi è difficile raccontare ciò che successe a Sarnath ma cercherò di farlo per come mi è possibile, sperando che venga compreso per quello che è, come una cosa inspiegabile eppure semplice.
C’è un modo di dire buddhista che suona così: “una tartaruga – che fa capolino dalle acque ogni secolo – nei sette mari quando infilerà casualmente la sua testa nel giogo che è stato lasciato galleggiare alla deriva?”
È per definire qualcosa di molto improbabile.
Sarnath fu il primo luogo in cui il Buddha dette insegnamento, è un sito a cui fanno spesso visita i buddhisti di tutto il mondo.
Il Maestro era rispettosamente vestito con l’abito da monaco zen e rasato ed era preso dall’aura del luogo. Portava tuttavia un buffo cappello per ripararsi dal sole: chi lo conosce sa bene di questo lato del suo carattere.
Stavamo avvicinandoci a una piccola piscina sulle cui acque galleggiavano delle foglie di loto quando il Maestro, stupito, puntò l’indice e esclamò “qualcuno ha mai visto una rosa galleggiare sulle acque di un laghetto indiano?”.
Credendo a una battuta mi avvicinai al laghetto, ma rimasi attonito nel constatare che a circa tre metri dalla riva galleggiava in effetti una bellissima rosa vicino all’unico loto fiorito nel laghetto.
Feci la foto che puoi vedere.
Non c’erano roseti da nessuna parte.
Per il Maestro il loto è il simbolo dell’Oriente e la rosa dell’Occidente e trovarseli lì a Sarnath, il luogo del primo insegnamento del Buddha…
So che non si presterebbe mai a “miracoli” di questo tipo ma in quell’istante lo vidi anche lui emozionato, come un bambino.
Mi ricordo anche di altre volte che gli accaddero cose inspiegabili sulla sponda di un lago, a Rewalsar.
Pensando a quei giorni ed alle difficoltà che stava attraversando vidi in quell’incontro un amorevole auspicio.
Ed ebbi ragione. Grazie Maestri. Grazie.
Forse tutto questo accadde per noi.
Comunque Grazie.