DHARANI

Fa parte della millenaria storia dello Zen lo sviluppo di metodiche ad uso di tutte quelle persone orientate all’azione, al culto ed all'immedesimazione prima che alla meditazione seduta.

Grazie alla direzione precisa della nostra volontà su una formula, su di una visualizzazione e su di un rito si può accumulare forza condivisa da molte persone, oggi come nel passato. Per questo motivo nella tradizione zen del passato vigeva una via parallela basata sulla devozione, il rito e la coltivazione dell’energia durante le attività quotidiane.

Hakuin stesso ha incoraggiato i suoi allievi laici alla pratica del canto di Dharani e Sutra, in particolare dell'Emmeijiko Kannon Ghyo ed ha raccolto in un testo i molti miracoli occorsi a chi lo pratica: ma nel contesto zen tutto lo svolgimento della "via del Dharani" è comunque ricondotto ad un'esperienza verace e diretta della realtà, senza alcuna mediazione, essendo lo Zen una via improvvisa.

In Cina, Corea e Vietnam l’insegnamento dello Zen si è spesso fuso con quello dei Dharani in modo indissolubile.

Un caso del tutto particolare fu quello del Maestro zen Ippen che fu discendente anche del lignaggio della Pura Terra e del Culto di Nichiren e che frequentò i templi di ogni scuola e di ogni culto in Giappone. Ippen strutturò una Via in stile “Zen/Dharani” chiamata “Jishu” in cui la “Pura Terra” del Buddha è riconosciuta, ora, nella nostra vita.